I beat perduti di Jay Dilla: lost tapes reels

Il primo giorno di bel tempo da mesi lo inizio con il sound di Jay Dilla: sul piatto gira “Lost Tapes Reels + More” per gentile concessione della label Newyorkese FatBeats che in associazione  con Frank Nitt ed Ma Duke, madre del compianto James Yancey, è riuscita a mettere assieme il più bel disco postumo di Dilla mai uscito fino ad oggi, ricercando tra i beat ancora imprigionati nel suo pc e nel suo campionatore e scovando quelli dell’ultim’ora, quelli probabilmente esclusi per mancanza di spazio o per sovrabbondanza dalla sua opera totale “Donuts” composta sul letto di morte in ospedale ed osannata dal mondo hiphop, house ed electro, come un disco seminale in grado di tracciare nuove strade nella musica composta con i sampler.

Ne è uscito un disco di beat con i fiocchi, roba da far ribaltare dalla sedia per inventiva, groove, pienezza dei suoni. Ascoltarlo è come mangiare soul food ad Harlem, dà le stesse sensazioni di una messa battista, mette la stessa fotta che mette vedere l’afro di Julius Erving involarsi a canestro. E’ essenza black, è Dilla, è Jay Dee, è Detroit.
Il disco tra l’altro si pone come legame perfetto tra hiphop e mondo electro-house, facendo intravedere cosa sarebbe stato possibile se il terribile lupus renale non si fosse portato via il più grande producer moderno nella musica black.

Proculatevelo, è permesso averlo solo in vinile. Pelle d’oca.

Online il nuovo remix firmato Max Prød

Immagine

Deep White, silenzio in musica by Max Prod feat. Luke

 

E’ freddo che copre, colore che a cancella, un bianco che avvolge, stritola, sotterra, naturalmente contro-natura, fin sottoterra.

Bianco profondo non ha pace, bianco che affonda in superficie, bianco che annulla e riscrive, bianco che sotto sotto, forse, vive.

E’ uno strato che sottrae, che toglie, uno strappo che le uccide. Foglie silenziose come fiocchi dal cielo, in bilico tra ciò che sentono, il silenzio che udivo ed il frastuono che ho sentito mentre ero vivo.

Deep white, il silenzio che scrivo.

 

Dedicato alla memoria di Antonio Gianmoena. 6.1.2013

Best album 2012 – compiled by Luke

Anche il 2012 ci ha regalato diversi dischi interessanti e di indubbio valore oggettivo (per quanto questa possa essere una chiave di lettura valida per una classifica o un giudizio in generale). Tanta bass-music, qualche ottimo disco hiphop (finalmente) e qualche chicca sperimentale, meno rock indipendente (nonostante il valido Nocturn Quiet dei Mars Volta). Volendo come di consueto stilare una personalissima classifica “best of the year” ho però dovuto escludere alcuni dischi importanti come Cancer 4 Cure di El-P o alcune chicche quali il poetico disco dei producer tedeschi Sekuoia & Rain Dog o ancora l’EP del terzetto S/S/S di casa Anticon o il groovoso Awe Natural delle Thee Satisfation. Ho cercato però di inserire in questo best 15een gli album non solo più belli secondo il mio gusto personale, ma anche quelli con più personalità, quelli che oggettivamente (quanto più possibile) sono riusciti a portare spunti nuovi nel genere che rappresentano.

album 2012

1. Flying Lotus – Untill the quite comes
2. Gang Colours – The keychain collection
3. Union – Analogtronics
4. John Talabot – Fin
5. JJ DOOM – Key to the kuffs
6. Lorn – Ask the dust
7. Shlohmo – Vacation
8. Burial – Kindred
9. Bonobo – Black Sands Remixed
10.  Kendrick Lamar – Good kid m.a.a.d. city
11. Mala – Mala in Cuba
12. Hot Chip – In our heads
13. Nicolas Jaar – Space is only noise
14. Godblesscomputers – The last swan
15. Lapalux – When you are gone EP

Note/Curiosità:

- di Union si è parlato veramente poco rispetto al valore assoluto di un disco che raccoglie lo spettro completo della musica black in tutte le sue sfacettature. Il pezzo con Guilty Simpson solo per come entra il rapper in modo soft dopo oltre 1 minuto e mezzo di traccia vale da solo il terzo posto in classifica. Nuovo approccio a produzione ed arrangiamento rap.

- è il secondo anno consecutivo che al 2° posto classifico un disco della Brownswood Records, etichetta dell’inglese Gilles Peterson che dopo il seminale Ghostpoet ha scoperto questo ragazzo a nome Gang Colours che ha preso a mio parere il testimone di James Blake nel “genere” post-dubstep. Sempre grazie a Peterson, possiamo oggi ascoltare Mala in Cuba che dà al genere bass un motivo di esplorazione etnica fin’ora scarsamente interpretato.

- Kendrick Lamar è un rapper di Compton che pare aver deciso che si può raccontare il quartiere gangsta per eccellenza (da qui sono usciti i dischi più tamarri e violenti della storia dell’hiphop…a partire dagli NWA) con un approccio “leggermente” più profondo alle liriche di quanto fatto fin’ora. Il tutto con un gusto per produzioni e metriche davvero nuovo. E soprattutto con un’estetica completamente rinnovata.

- di Shlohmo, producer ventenne americano, non si sente davvero mai parlare. Ma è grazie al suo suono ovattato e acquoso che il post dubstep ha assunto un nuovo significato e legato indussolubilmente dub e hiphop. Vedasi anche i dischi di Shigeto, Salva, Jaar, Submerse, Sekuoia, tutti in qualche modo legati al modo di comporre di Shlohmo. Ci sarebbe poi un certo Robot Koch

- The Last Swan di Godblesscomputers è l’unico disco italiano in classifica, che però di italiano non ha nulla se non il “gusto” di fondo. Un disco molto intenso e sentito che unisce “wood, metal and microchips”, strumenti analogici tribali e suoni elettronici in una miscela a suo modo unica, senza forzature ne scopiazzature dai maestri Berlinesi. E non lo dico perchè si tratta di un grande amico, qui c’è qualcosa di speciale. In uscita per Equinox anche il suo nuovo lavoro Freedom is ok.

- Talabot non ha bisogno di presentazioni: forse solo Rustie e Onra nell’ambiente della musica elettronica sono riusciti a fare in parte quello che ha fatto lui con Fin: reinterpretare la musica elettronica anni ’80, ricontestualizzarla e darle senso nel 2012. Un’impresa non da poco e totalmente inedita.

- infine un’ultima nota dedicata all’hiphop, genere al quale sono da sempre legato e che lentamente stava uscendo dalle mie classifiche e dagli ascolti, se non per qualche incursione targata DOOM o Kanye West. Quest’anno complici i producer Union, Jneiro Jarel, e l’eccellente Kendrick Lamar, ben 3 dischi della classifica possono essere definiti Hiphop. Mentre Flying Lotus che domina la classifica è a tutti gli effetti una personalità proveniente dall’ambiente. Segno che il genere inizia a muoversi ed allontanarsi dal pantano in cui si è cacciato negli anni zero. Non posso che gioirne.

E’ tutto anche per il 2012. Se qualcosa vi è sfuggito potrete beccarlo nei 3 mixtape recentemente prodotti da noi Groovenauti, dentro ci troverete diversi pezzi tratti anche da questi mangnifici 15.

Buoni ascolti!
Luke

I 15 migliori album del 2012 secondo Max Prød

1. John Talabot – ƒIN

2. Flying Lotus – Until the Quiet Comes

3. Shlohmo - Vacation (EP)

4. Burial – Kindred
5. Dark Sky – Black Rainbows
6. Hot Chip – In Our Heads
7. Gang Colours – The Keychain Collection
8. Groundislava – Feel Me
9. Fantastic Mr. Fox – San’en
10. Sekuoia & Rain Dog – Finest Ego | Faces 12″ Series Vol. 3
11. Clark – Iradelphic
12. Lapalux – When You’re Gone
13. Mala – Mala in Cuba
14. Birdy Nam Nam – Defiant Order
15. Blundetto – Warm my Soul

EMO award 2012


Worst artwork ever
Hot Chip
- In Our Heads

The xx – Tides [Max Prød remix]

Tides-remix

Fuori oggi il nuovo lavoro musicale di Max Producer aka Max Prød. Si tratta di un re-edit in chiave bass del brano “Tides” del gruppo britannico The xx, tratto dall’ album Coexist (2012).
Il remix è in free download sulla pagina SoundCloud di Max Prød.
► Buon ascolto!

DillaDude: my tribute to JDilla

Tributo a J Dilla mixato live utilizzando solo materiale vinilico, con musica da, per ed ispirata dal grande maestro di Detroit.
Buon ascolto.
Luke


Archivio

Disco del momento

Jay Dilla - Lost Tapes Reels + More

Libro del momento

Il tempo è un bastardo - Jennifer Eagan (2012)

Film del momento

Il cavaliere oscuro il ritorno

Letture consigliate

Antonio Moresco - I canti del caos Antonio Moresco - Gli incendiato Antonio Moresco - Merda e luce Roberto Saviano - Gomorra Angela Davis - Aboliamo le prigioni? Malcom X - Autobiografia Jonathan Lethem - Brooklyn senza madre Amir Baraka - il popolo del blues Weissman - Il mondo senza di noi Philip Dick - Le 3 stimmate Philip Dick - La svastica sul sole Philip Dick - la penultima verità Aldous Huxley - Il mondo nuovo Corman McCarty - La Strada Wu-Ming - Grand River Wu-Ming - The new thing Wu-Ming - guerra agli umani

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.