Archivio per la categoria 'Segnalazioni – Dischi'

Mecna, Kryptonite: poesia in 4 quarti

A giorni uscirà l’atteso album di Mecna, artista da sempre al fianco di Ghemon e sotto etichetta Blue Nox. E’ di oggi il video di Kryptonite, il primo poetico singolo estratto dall’album. Ascoltatelo a tutto volume ma nonostante le parole da bere tutte in un fiato cercate di mantenere gli occhi aperti e di non volare via, vi perdereste un video di una fattura eccelsa. Mecna è una ventata di freschezza per la musica italiana.

EL-P live al David Letterman Show! Cancer 4 Cure.

Poteva succedere qualcosa di meglio alla musica rap sperimentale? Poteva essere più riconosciuta di così? El-P ancora una volta un passo avanti a tutti per non dire 10 passi avanti, suona live davanti ad una delle platee televisive più importanti del mondo. E lo fa scon un pezzo tratto dal suo ultimo album Cancer 4 Cure. L’underground ringrazia.

 

Occhi di Astronauti: fuori ora “La città verrà distrutta domani”

Dopo oltre due anni di lavoro esce “La città verrà distrutta domani”, il primo intenso disco di “Occhi di Astronauti”, duo composto dal rapper Polly (già “Lato Oscuro della Costa” e “Delitto Perfetto”) e dal produttore Max Prod (anima musicale dei “Groovenauti”). 
Due personalità forti, esploratrici di linguaggi vocali e musicali complessi e stratificati, capaci di fondere poetica rap e paesaggi sonori elettronici in un disco di 15 pezzi che esplora le varie forme del rap nella zona grigia tra elettronica e bass-music.
A qualche anno di distanza dalle entusiastiche recensioni di album come “Doublethinkers”, “Beauty Industries”, “Amore morte rivoluzione” e “OverKill”, La città verrà distrutta domani si propone come un nuovo pianeta nel micro-universo del rap elettronico sperimentale in Italia.

Tra sci-fi ed analisi politica, tra echi dub e beat caustici sull’astronave orbitante di Polly e Max Prod anche ospiti d’eccezione come il cantautore ravennate Vis, i rapper Lord Assen, Brain (Fuoco negli occhi) e Tesuan (Mr Hellink). E ancora, nell’universo creato sull’asse Ravenna-Trento, c’è spazio anche per lui, l’asteroide alfa che ha dato il là al sotto-genere dell’hiphop che oggi non si può non definire di matrice “Anticon”: dalla Bay Area, il solo ed unico Sole, ispirato autore di una strofa perfetta in “Still Alive”, il terzo pezzo del disco.
Tra isole spaziali, notti d’oro, spiagge industriali, tachicardie e ballate del petrolchimico, non basterebbero “giorni di 100 ore” per descrivere le galassie sonore racchiuse nella “città che verrà distrutta domani”.

Max Prod & Polly aprono le porte della loro base spaziale. Si può scegliere se salirci percorrendo uno ad uno i gradini digitali (il primo si chiama “L’Isola” ed è già disponibile su www.occhidiastronauti.com) oppure richiedere il digipack ed entrare fisicamente nell’astronave. In ogni caso non dimenticarsi di indossare cuffie, casco e tuta spaziale.

Il viaggio comincia. Ascoltalo: http://www.occhidiastronauti.com/post/22897003565/lacitta

El-P: Cancer for Cure – fuori il 22 maggio

Uscirà il 22 maggio, a quanto pare per Definitive Jux, il nuovo disco di El-P: Cancer 4 Cure. L’attesa cresce a livelli insostenibili grazie a questo primo trailer. Pugni in pancia.

 

From New Zeland with love: l’ondata reggae-soul-dub che fa bene alla musica.

Di recente mi sono concentrato sulla provenienza geografica di alcuni dei musicisti che più mi hanno dato in termini di emozioni e stimoli in questi ultimi 2/3 anni. Ne è emersa una mappa insolita, quantomeno se paragonata a quella che idealmente avrei potuto compilare qualche anno fa. Le zone calde (e l’aggettivo non è casuale dato il tipo di musica) risultano quindi posizionate e concentrate sopratutto nell’emisfero australe, in corrispondenza di quella zolla di terra che va sotto il nome di Nuova Zelanda. E’ lì dove gli stereotipi cadono, dove la creatività si fa più forte e dove certi tipi di suono possono sprigionarsi senza troppo badare all’evolversi delle scene musicali maggiormente considerate, vedi quella del nord Europa per ciò che riguarda la musica elettronica (e con questo termine comprendo dal dub-step al dub-soul ma anche elettronica in senso stretto e quella zona grigia tra electro djing ed hiphop) e quella americana, sponda brooklyn, per ciò che riguarda il nu-rock contaminato da presenze afro-americane ed echi soul.

Ecco in Nuova Zelanda, dove evidentemente non si gioca solo a rugby ma si produce anche dell’ottima musica fondendo folk locale al soul più classico e prendendo ispirazione solo a tratti dal mondo dei club europei e dei loro dj, per poi continuare a tracciare una via propria grazie ad una musica maggiormente suonata, più corale e reggae nello spirito (ma anche ne suono e negli strumenti utilizzati), in Nuova Zelanda dicevo, il suono non si uniforma ma si modella su un genere che, in Europa per esempio, solo gli inglesi (sponda Brighton) Belleruches e la belga Selah Sue riescono a proporre.

I capostipiti del suono con cui possiamo identificare a tutti gli effetti la Zelanda sono certamente i Fat Freeddy’s Drop, un assembramento di 6 musicisti in grado di comporre suite dub di 8 minuti e di esplodere in momenti di assoluta estasi sonora. Gruppo positivo per antonomasia. Stessa positività e grinta, condita da punte introspettive degne del miglior soul afroamericano, anche da parte di Ladi6, regina assoluta del soul neozeolandese che con il suo “the liberation of” ha stregato l’Europa nel 2011 (aprendo anche qualche tappa del tour dei Fat Freddy’s).
Stesso mood ma un po’ più cinematico e sintetico è quello che è in grado di portarci Julien Dyne, anche lui influenzato non poco dai compagni di viaggio Fat di cui ha assimilato l’estetica ed i tempi dilatati del dub.

Sarà un caso poi (ci credete sul serio?), ma artiste di sesso femminile in Nuova Zelanda mettono voce ed atteggiamento davanti all’apparenza fisica, proprio come le soulsinger degli anni 60/70 (remembering Wendy Rene) ed in netto contrasto a ciò che accade oggi nei circuiti commerciali Americani ed Europei.

Sempre restando in ambito femminile, come non citare Iva Lamkum, voce che nobilità i pezzi più intensi ed incredibilmente funky dei Sola Rosa, altro gruppo che ha fatto impazzire l’Europa nel 2010/11 con una release memorabile: get it togheter.
Ma l’elenco di nomi non finisce qui e vedi l’aggiungersi di Electric Wire Hustler, leggermente più europei e meno debitori agli strumenti suonati dal vivo ma altrettanto sul pezzo nel comporre l’estetica musicale neo-zelandese.

In breve, non ce n’è, in questo momento è dal continente australiano che provengono le produzioni più interessanti e fresche, quelle che riescono a portare un po’ di novità anche nel panorama europeo e americano. Senza nulla togliere alla scena berlinese o a quella inglese, sempre un passo avanti rispetto a tutti, ma in altri ambiti.

Nu Soul, Nu Raggae, NU ZELAND. Chi l’avrebbe mai detto? Forse solo Gilles Peterson (fu lui a scoprite Julien Dyne e a metterlo sotto contratto per BBE).

Luke

TV On the Radio: nuovo singolo e nuovo album

Tratto dal nuovo album “Nine types of lights” uscito a metà aprile, la seminale band rock-soul di Brooklyn TV on The Radio, rilascia il primo singolo “Will Do” attraverso un video sognante e vibrante di carica positiva. Dedicato al recentemente scomparso bassista della band. Eccolo:

Robot Koch & John Robinson: hiphop dupstep

Esce il 12 aprile il primo vero disco hiphop in chiave dubstep che si possa veramente definire tale, perchè concepito interamente in questa forma da due pesi massimi nei loro ambienti musicali. All’angolo destro il poco più che 23enne producer tedesco Robot Koch, all’angolo sinistro il mostro lirico degli Scienz of Life John Robinson. Eccovi il primo singolo “Smorgasbord”. Projectmooncircle 2011. Siamo sulla luna.

Aloe Blacc – I need a dollar

E’ uscito il disco di Aloe Blacc – Good Things per stones Throw. Un ora di puro soul, Rythm & Blues e soul food.
Qui segnalo il video di uno dei pezzi più belli, quello che apre l’album: I need a dollar.
Ascoltarlo è come mangiare pollo fritto sulla 125a ad Harlem. Magia.

Pharoahe Monch: new album

A poco più di un paio d’anni dall’ultima release e a meno di un anno dal featuring capolavoro con The Black Keys, torna il monaco…ed è musica per le nostre orecchie. Real hiphop shit like they done in the old times! Qui una chicca live: Clap, cantata in occasione della presentazione del disco ad una radio londinese. Il nuovo album W.A.R. uscirà a fine ottobre.

Aloe Blacc, Marvin Gaye ringrazia

Esce oggi il disco di Aloe Blacc, soulsinger di casa Stones Throw al suo secondo disco, il primo ufficialmente SOUL.
Voce cristallina, toni alla Marvin Gaye e un mood motown di derivazione “wonderiana” che in pochi altri cantanti moderni possono dire di avere. Qui propongo il singolo Femme Fatale, il secondo estratto dall’album “Good things” dopo “I need a dollar”. Il pezzo è una cover, e che cover, dei Velvet Underground. Buon ascolto. Un consiglio…compratevi l’album se amate la musica black.


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