Exit Through The Gift Shop: a Banksy movie

Si chiama Exit Through the Gift Shop ed è il più grande film/documentario sulla street art mai realizzato…nel senso proprio e compiuto di questa espressione.
Il film infatti esiste, ma di fatto non è mai stato montato nè divulgato. Dentro ci sono tutti gli artisti di strada più conosciuti del mondo underground di oggi: Banksy, Obey, Invaders, Burf e l’artista/regista del documentario stesso: Mister Brain Washed.

Si tratta di un assurdo: un film che doveva essere girato da tale Terry Guetta, cine-maniaco che vive, realmente, filmando ogni momento della sua vita fin dall’età di 18 anni (oggi ne ha 36) e che per caso, si ritrova a seguire i primi artisti di strada tra i quali il conosciutissimo Invaders, riprendendone per intero i loro processi creativi dal concept dei progetti alla realizzazione in piena notte: graffiti, stencils, stickering. Street art a 360 gradi così come oggi la intendiamo. Attraverso questo documentario, che vediamo ma che non è quello che Guetta aveva inizialmente girato e concepito, riusciamo per la prima volta a seguire le gesta degli artisti di strada dalla loro prospettiva. Fino ad arrivare ad incontrare (in realtà rimane sempre nell’ombra e con voce camuffata) lo street artist per eccellenza: Banksy. Colui che ha dipinto il muro del pianto per primo, colui che è riuscito ad intrufolarsi al museo Louvre e a lasciarvici (illegalmente) i propri quadri. Colui sul quale da 10 anni ormai ci si interroga: artista o vandalo?
Guetta riesce a contattarlo, a conoscerlo in prima persona, a farlo conoscere a noi spettatori, ad entrare nel suo atleier e a mostrargli il suo film, quello che noi stiamo pensando di vedere e che Bansky gli…boccerà clamorosamente.

E’ da questo momento in poi che Terry rivela allo spettatore che ciò che sta vedendo è solo un documentario di come il più grande documentario sulla street art in realtà non sia mai stato realizzato…perchè non è quello che da spettatori stiamo vedendo e seguendo con passione, bensì un altro che, appunto, non vedremo mai (se non per 14 folli minuti nei contenuti speciali del DVD). Una follia, un concept creativo estremo, un espediente perfetto per narrarci le gesta di Terry Guetta, conosciuto oggi come Mister Brain Washed e quotato all’asta, grazie ai suoi lavori ispirati dall’arte del mentore Banksy, a non meno di 100.000 dollari a pezzo (sua per esempio la cover del recente album Greates Hits di Madonna).

Insomma attraverso gli 80 minuti di EXIT THROUGH THE GIFT SHOP (disponibile in DVD da un mesetto circa), film tra l’altro candidato agli oscar 2011 come miglior documentario (!), seguiamo le gesta di uno sconosciuto filmaker che con l’intento di girare un film sulla street art e sul suo idolo Banksy finisce per essere instradato da quest’ultimo alla street art, e a diventare per davvero un artista ed un performer amatissimo da critica, pubblico e scena underground.

Quindi da tutti…tranne che da Banksy che, forse fingendo dall’inizio, mette la sua firma sulla cover del DVD (il film figura come girato e prodotto da egli stesso nei credits) ma si dissocia nei titoli di coda del film su quanto fatto da Guetta. Ma è così che Banksy riesce ad esordire anche nel mondo del cinema: prendendo allegramente per i fondelli gli ambienti fighetti dell’arte e ironizzando sulla casualità con cui si può diventare un caso mediatico.

Ma chi ci capisce più nulla alla fine tra ciò che è reale e ciò che non lo è?
Solo una cosa è chiara: per ogni amante della street art in ogni sua forma EXIT è IL DOCUMENTARIO, o almeno, penso che lo sia.

Luke

PS: Banksy è un genio
PS2: Obey è la “matita” dietro al famosissimo ritratto di Obama (sì, quello giallo blu e rosso)
PS3: Banksy è un genio

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1 Response to “Exit Through The Gift Shop: a Banksy movie”


  1. 1 ass.mezzanine aprile 1, 2012 alle 4:36 pm



    http://www.facebook.com/events/260150454071860/

    28 E 29 APRILE CSA BARAONDA

    AGAINST THE WALL – banksy & l’underground


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