End it all: il nuovo inizio di Beans

New York: my mic is on fire!” Il grido è di quelli forti, di quelli capaci di far intendere propositi propositivi.
E’ l’affermazione in puro hiphop style di Beans, ieri Antipop (dopo le registrazioni dell’ottimo Fluorescent Black il Nostro non ha promosso l’album in tour con gli altri 3 membri del giro) oggi Anticon (serviva un peso massimo all’etichetta di Oakland dopo la dipartita di Pedestrian prima, e di Sole dopo). E se da una parte il titolo del nuovo disco inganna “End it all”, dall’altra suggerisce un nuovo inizio per l’ MC/Slammer new yorkese.

Al giro di boa anticon, Beans si presenta con produzioni macro e con un rollercoaster di rime in chiave slam da lasciare senza fiato. Alle macchine 2 nomi: Four Tet, Bumps (le batterie di Shadow vi dicono niente?), Son lux, Nobody, Tobacco.
Al microfono il solo beans ma in piena forma e coadiuvato anche da Tumbe Adebimpe (TVOR) in un pezzo evocativo quanto aggressivo che unisce indie-rock e atmosfere dub in un connubio perfetto. Beans fa tesoro dei silenzi folk e degli extrabeat di “Tomorrow right now” sperimentando però meno rispetto al suo primo disco solista, parte dalla convinzione mostrata in “Thorn” (forse il suo disco più completo prima di questa ultima fatica) e ingloba in qualche modo anche le divagazioni jazzistiche di “Only“, fondendo tutto assieme nella sua prova più convincente di sempre.

End it all è il suo capolavoro perché nè rappresenta compiutamente tutti i lati: slammer, rapper, producer, visionario. Il tutto condensando suoni, sensazioni e vibrazioni in pezzi che solo in pochissimi casi superano i 3 (tiratissimi) minuti di durata. Affreschi dub su tappeti elettronici, contorsioni metriche e musicali liquide su beat fluidi e metamorfici. A unire il tutto una voce spaziale da “shock city maverick“. Ed è dolce naufragare negli spazi immaginari che si creano all’ascolto. Provare “Blue Movie” (il video lo trovate qui sotto). Unica avvertenza: difficile tornare indietro se non con il rewind.

Luke

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2 Responses to “End it all: il nuovo inizio di Beans”


  1. 1 Nicola marzo 10, 2011 alle 7:54 pm

    uomo, sempre grandissimo nel recensire, traspare palpabile la tua cultura musicale, il saper amalgamare parole e stili in un mix che funziona, punto di riferimento, passa in questo modo la passione mai paga, mai stanca per la musica, la tua musica!
    A presto, nic

  2. 2 groovenauti marzo 11, 2011 alle 7:23 am

    Troppo buono King! Spero di saper comunicare suggestioni e di diffondere nel mio piccolo la musica in cui credo e che da sempre è elemento trainante passioni, cultura, vita. Un abbraccio.


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