Il mistero di Fauna e Jneiro Jarel

Chissà perché, per quali strane e contorte motivazioni che spesso e volentieri vanno sotto il nome di sviste e che ancora più spesso fanno rima con “piccoli budget e scarsa distribuzione“, dischi come “Fauna” di Jneiro Jarel vengono totalmente ignorati dalla critica musicale (web e cartacea, al di qua ed al di là dell’oceano). Ancor più peculiare il fatto di trovarsi di fronte ad un LP concettualmente impegnato, ancorché senza messaggi vocali (sarebbero superflui) ma zeppo di riverberi e di echi terrestri, in tema sia con un argomento mirabolante come quello ambientale, sia da un punto di vista strettamente musicale, con quel modo di produrre nella zona grigia tra hiphop ed elettronica che oggi è tanto osannato (a ragione!)pensando a nomi come Flying Lotus e Madlib. Beat quantizzati, synth espansi, elettronica “sporca” e ruvidamente hiphop.

Praticamente ciò che Jneiro Jarel, produttore inglese di origini brasiliane, predica da ormai 10 anni, dai tempi di “Pieces”, portando il “genere” ad un altro livello con il mai troppo osannato (a torto, marcio!) progetto “Shape of Broad mind” a nome “Dottor Who Dat?“. Fauna si inserisce perfettamente nel solco di produzioni come Shape o il misconosciuto (e distribuito solo on-line) “Beyond tomorrow” che nulla hanno a che invidiare a Flying lotus per struttura, complessità, rimandi. Anzi, sono se mai leggermente più fruibili perché meno jazzate. Però raccolgono al loro interno anche elementi di brasiliantime, afrobeat, bossanova, mescolando culture e costumi e piegando la musica alle proprie esigenze espressive.

Rimane un mistero di come Jarel rimanga fuori dal giro dei nomi che contano pure dopo produzioni del genere.
Ecco perché ho voluto nel mio piccolo rimediare, parlandovi di Fauna, disco assolutamente incantevole da inserire tra un “Keepintime” ed un “Los Angeles” con la stessa naturalezza con cui vi inserireste l’utlimo “Beat Kondukta”.

Luke

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4 Responses to “Il mistero di Fauna e Jneiro Jarel”


  1. 1 traslochi giugno 9, 2011 alle 10:46 pm

    Bello il brano postato! Grazie per la segnalazione, vale la pena cercare e ascoltarlo tutto: mi hai incuriosita 🙂


  1. 1 Sculture sonore e note liquide: tra Herman Kolgen, Dark Sky e JJDOOM « Groovenauti Trackback su settembre 15, 2012 alle 1:40 pm
  2. 2 Best album 2012 – compiled by Luke « Groovenauti Trackback su dicembre 23, 2012 alle 12:59 pm

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