Posts Tagged 'groovenauti'

Space Dust Leftovers – 2015 mix by Max Prød

Un’ora di buona musica e di cibo per l’anima by Max Prød. Alcuni dei migliori pezzi usciti quest’anno nella zona grigia tra elettronica, bass e black music. Buon ascolto!

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Luke’s awards 2013 – best music

Come da tradizione ecco la mia personalissima classifica dei migliori album usciti nel 2013 tenendo conto di bellezza oggettiva (per quanto possibile) del disco, grado di innovazione e sopratutto emozioni trasmesse. Questi sono, da sinistra a destra, i miei top 15…con una veloce motivazione pe ognuno.

classifica2013

1. Jon Hopkins – Immunity
E’ l’artista che mi ha emozionato di più nel 2013: lo storytelling applicato alla musica elettronica strumentale.
I suoi sono mondi e tessuti sonori in cui perdersi e ritrovarsi ogni 4 battute.
2. Bonobo – The North Borders
Bonobo prosegue il lavoro fatto con Black Sands fondendo etno music, trip hop, soul ed elettronica in un mix di suggestioni. E lo fa con la padronanza di un orchestrante gestendo voci, strumenti, campioni. Impressionante
3. Flume – Flume
Disco perfetto il suo, l’anello mancante tra post-dub step ed hiphop. Direttamente dall’Austrialia per aggiugere tasselli mancanti alla bass music europea.
4. James Blake – Overgrown
Una conferma su disco e una sorpresa totale live. Al Primavera di Barcellona ha stupito tutti non solo per la voce cristallina ma per i bassi più potenti di sempre.
5. Daft Punk – Random Access Memories
Dopo anni di silenzio il duo mascherato ha saputo catturare lo spirito del 2013 ed il ritorno alle sonorità anni ’80 che hanno caratterizzato quest’anno. Citazionista e futurista allo stesso tempo.
6. Shigeto – No better time then now
Sonorità totalmente nuove nel panorama elettronico grazie a ritmiche creative e mai scontate, interamente suonate con batteria analogica. Anche qui qualcosa di mai sentito prima.
7. Jose James – No beginning no End
Miglior voce black del piaeta con buona pace anche di Frank Ocean, disco impeccabile per Blue Note records. Il Jazz moderno ai massimi livelli.
8. Fat Freddy’s Drop – Blackbird
Molto più che una riconferma: un’evoluzione dal dub suonato a quello più club passando per il raggae e la deep-house. Un escursus su ciò che rappresenta la musica black per l’umanità.
9. Burial – Rival Dealer
Forse il disco più futurista uscito quest’anno: tra qualche anno sarà ricordato per aver dato il via ad un nuovo tipo di approccio alla musica elettronica. Vale tanto quanto il suo primo disco per carica innovativa
10. Earl Sweatshirt – Doris
Odd Future dopo Tyler the Creator (ottimo anche il suo Wolf), sforna questo artista dalle rime quasi troppo facili e strafottenti: un talento cristallino che riassume come si può rappare senza sforzo nel 2013. E soprattutto senza ritornelli. La cosa più simile ai Wu-Tang uscita dal 96 ad oggi. C’è pure la firma di RZA infatti.
11. Moderat – II
Il ritorno dei Modeselektor + Apparat regala synth di una potenza totale affiancati a melodie dolci e riappacificanti. L’elettronica al suo meglio. Di gran lunga superiore al suo predecessore.
12. Godblesscomputers – Freedom is ok
E’ l’elettronica più “liquida” che si possa sentire in questo momento: una fusione perfetta tra suoni analogici, digitali e celebrali. Unico italiano a tenere testa su LP ai grandi della musica bass contemporanea.
13. Tricky – False Idols
Ritorno soul e trip-hop per uno dei pesi massimi degli anni ’90, dando spazio ad una voce femminile (italiana) meravigliosa.
14. RJD2 – More is then isn’t
La dimostrazione di come si può essere ancora creativi, originali e groovosi campionando a piene mani. Un ritorno che fa tornare alla mente i tempi della Def Jux. Nostalgico ma nuovo.
15. Atoms for Peace – AMOK
Il disco più curato dell’anno: ogni suono è stato studiato alchemicamente per risuonare con il tormentato animo umano. Un disco che è tanto difficile da comprendere a pieno, quanto lo è smettere di analizzarlo.

Luke

Stricktly from Cavalese ma con mentalità newyorkese

È online il nuovo  brano di Max Prød.
Si chiama Suzy e potete ascoltarlo, scaricarlo, condividerlo o bypassarlo proprio qui:

Enjoy!

Deep White, silenzio in musica by Max Prod feat. Luke

 

E’ freddo che copre, colore che a cancella, un bianco che avvolge, stritola, sotterra, naturalmente contro-natura, fin sottoterra.

Bianco profondo non ha pace, bianco che affonda in superficie, bianco che annulla e riscrive, bianco che sotto sotto, forse, vive.

E’ uno strato che sottrae, che toglie, uno strappo che le uccide. Foglie silenziose come fiocchi dal cielo, in bilico tra ciò che sentono, il silenzio che udivo ed il frastuono che ho sentito mentre ero vivo.

Deep white, il silenzio che scrivo.

 

Dedicato alla memoria di Antonio Gianmoena. 6.1.2013

DillaDude: my tribute to JDilla

Tributo a J Dilla mixato live utilizzando solo materiale vinilico, con musica da, per ed ispirata dal grande maestro di Detroit.
Buon ascolto.
Luke

Rapmaniacz recensisce Occhi di Astronauti

Uno dei siti più autorevoli e interessanti nel panorama dei blog che si interessano alla musica underground al confine tra hiphop ed elettronica è sicuramente Rapmaniacz.com, il quale ad un mese circa dall’uscita, recensisce con toni entusiastici il lavoro “La città verrà distrutta domani” di Max Prod e Polly aka Occhi Astronauti. La recensione è scritta talmente bene da cogliere pienamente lo spirito del disco che ricordiamo potete scaricare gratuitamente da qui: http://www.occhidiastronauti.com/

Riportiamo 2 brevi passaggi prima di lasciarvi alla lettura completa:

“La ritmica del Rap è continuamente variata e alternativamente in armonia o in contrasto con lo scorrere dei loop di batteria, dimostrando una padronanza metrica sempre più rara da trovare. Anche il reparto sonoro è amministrato con assoluta maestria, creando una varietà incredibilmente continua tra le atmosfere di ogni pezzo, assecondando sempre il gusto globale del disco”

“Al di là dell’immensa cura nei suoni o nella capacità evocativa dei testi – elementi che permetterebbero già al disco di essere segnalato come uno tra i migliori usciti di recente – dovremmo notare come alle spalle di queste produzioni esista un progetto artistico coerente e un’estetica definita e solida: da questi presupposti non possono che uscire dei gran bei lavori.”

Qui la recensione completa: http://www.rapmaniacz.com/OdA2012.htm

Di seguiti invece trovate le recensioni di Rapmaniacz a 2 storici lavori dei Groovenauti che hanno contribuito anch’essi a portare a quello che è oggi il progetto Occhi di Astronauti: Beauty Industries (2009) e OverKill (2008).

Questi dischi potete scaricarli o richiederli qui: https://groovenauti.com/discografia/

Max Producer presents: Supercluster

Supercluster è il brano prodotto da Max Producer (Groovenauti, Occhi di Astronauti) per il mixtape di Sistema Assonnato “La città verrà distrutta domani” che anticipa l’uscita dell’omonimo album del gruppo formato da Max e Polly (from Lato Oscuro della Costa) e denominato Occhi di astronauti“.

Buon ascolto, buona visione.

Max Prod – Supercluster [Occhi di Astronauti] from Occhi di Astronauti on Vimeo.


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Disco dell’anno 2016

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